Dino Jarach: un mito della fotografia
Dino Jarach nasce a Venezia il 9 marzo 1914, terzo figlio maschio di un noto antiquario della Perla della Laguna. Terminati gli studi, si fece prendere da due grandi passioni: l'alpinismo e la fotografia. Negli anni precedenti la seconda guerra mondiale scalò le tre Cime di Lavaredo e tante altre vette delle Dolomiti.
Cominciò a fare il giornalista all'Ansa di Venezia, poi aprì una sua agenzia fotogiornalistica, l'Interfoto. Scoppiata la guerra decide di lasciare Venezia per unirsi ai partigiani.
Terminato il conflitto diventa giornalista ma prevalentemente si dedica alla fotografia accreditandosi alla Mostra del Cinema di Venezia. Le sue prime immagini hanno per soggetti le star dell'epoca che sfilano nella rassegna del Lido.
Negli anni Cinquanta decide di trasferirsi a Milano dove hanno sede tutti i giornali più importanti ed apre una succursale dell'Interfoto in via Manzoni, quindi uno studio di posa. Jarach diviene così il fotografo prediletto dei grandi pittori dell'epoca: Fontana, Crippa, Vedova, Music e tanti altri. Allo stesso tempo decide di dedicarsi alla moda. La sua prima modella è la moglie Regina, donna bellissima ed affascinante. Come fotografo di moda diventa famoso ed è sempre alla ricerca di nuove mannequin. Un giorno si presenta da lui una ragazza dal fascino travolgente: è Elsa Martinelli. Che, grazie alle foto scattate da Jarach, potrà sbarcare ad Hollywood e diventare attrice.
Dopo qualche anno, però, si stanca di fotografare modelle ed abiti e decide di dedicarsi ai reportage. Lo ingaggia il settimanale Oggi come “inviato”.
Le teste coronate sono i personaggi di maggiore spicco negli anni '60-'70. Nel suo obiettivo finisce Re Faruk in mutande durante il suo dorato esilio e riesce ad eludere con uno stratagemma le sue agguerrite guardie del corpo che vogliono sottrargli il rullino (gliene consegnò uno intatto…).
In Persia (così si chiamava a quei tempi l'Iran) vive una delle sue avventure professionali più rischiose. Riesce, unico al mondo, a “rubare” la prima immagine dell'erede dello Scià di Persia, Reza Palhevi e della moglie Farah Diba. Scoperto dalle guardie mentre tenta di uscire dalla reggia, fugge calandosi con una fune da una finestra che dà sul retro del palazzo. L'alpinista, in quel caso, andò in aiuto al fotografo. Per rientrare in Europa e schivare i controlli all'aeroporto, noleggia un aereo privato.
Jarach è anche un grande ritrattista e molte star lo eleggono come proprio fotografo di fiducia: Sophia Loren, Monica Vitti, Giulietta Masina, Carla Fracci.
Con la grande ballerina ed il marito Beppe Menegatti stabilisce un sodalizio artistico che durerà più di vent'anni, culminato, nel 1978, con il libro “La mia vita sulle punte” (Sperling & Kupfer Editore, testi di Daniel Jarach). Le sue fotografie che ritraggono Ernest Hemingway seduto all'Harrys Bar di Venezia fecero il giro del mondo.
Dino Jarach muore nel 2000, lasciando un testamento artistico di straordinario valore nella storia della fotografia contemporanea.